Laboratorio condotto da Teatro de los Sentidos diretto da Enrique Vargas
Organizzato da: Festival Internazionale di Montalcino
Dove e quando: Montalcino - Siena

20 luglio - 1 agosto

Contatti: 3498773881
Annuncio: Festival Internazionale di Montalcino
19 luglio 1 agosto 2010

Il viaggio dell’uva

workshop propedeutico alla costruzione di una esperienza ludico-sensoriale aperta al pubblico
diretto dalla compagnia Teatro de los Sentidos di Enrique Vargas


Il Festival Internazionale di Montalcino (19 luglio 1 agosto 2010) presenta per la sua XXXI edizione il laboratorio Il viaggio dell’uva con Enrique Vargas e la compagnia del Teatro de los Sentidos che si concluderà con l’apertura del laboratorio al pubblico.

I contenuti

Il Viaggio dell’Uva unisce l’esperienza dei laboratori di poetica del sentire con la creazione di un lavoro che si nutre della memoria del vino e degli immaginari delle cantine.

Basandosi sulla drammaturgia della curiosità e guidati da un nucleo di due membri della compagnia base del Teatro de los Sentidos, i partecipanti (in un numero massimo di 12) costruiranno un’installazione ludico-sensoriale legata alla memoria e alle poetiche del sentire del luogo dove si realizza l’esperienza.

Alla fine del processo ci sarà l’apertura dell’esperienza finale del laboratorio al pubblico.
Per una durata di circa 30 minuti, il team del Teatro de los Sentidos e i 12 partecipanti mostreranno i frutti del laboratorio, uniti ad un’esperienza sulla memoria del vino.




La prima fase del laboratorio si baserà sui punti cardine della poetica del Teatro de los Sentidos

:

- Modellare lo spazio
- Scolpire l’oscurità
- Caricare i silenzi

Il laboratorio è diretto a tutti gli artisti di età non inferiore ai 22 anni in grado di ripensare il proprio ruolo coerentemente con il percorso di ricerca del Teatro de los Sentidos e di assecondare un processo creativo nel quale è necessario trovare un equilibrio tra l’installazione plastica e l’azione teatrale che in essa prende forma.

L’artista, che è in realtà un abitante del luogo scenico, anziché illustrare e dimostrare le situazioni drammatiche dell’opera, dovrà tendere a sparire per suggerirla, per suscitare spazi e tempi lasciando che sia lo spettatore a crearsi un proprio immaginario interiore.


In particolare il laboratorio è rivolto a:

- Attori;
- Musicisti di formazione tradizionale e non.
- Artisti plastici, artigiani, scenografi in grado di lavorare con materiali vari;
- Illuminotecnici ed architetti.

Tutti dovranno essere aperti alla partecipazione totale del corpo sulla scena.

Domanda di ammissione e documentazione richiesta

- lettera di motivazione;
- curriculum professionale dettagliato contenente dati anagrafici, e segnalazione di eventuali specializzazioni;
- reperibilità (recapito postale, telefonico, fax e e-mail).

Audizioni

Sarà effettuata una preselezione sulla base della documentazione inviata; i componenti la rosa dei 12 artisti saranno contattati via telefono e mail e convocati per partecipare al laboratorio.



Norme generali

La richiesta di ammissione alle audizioni, corredata degli allegati, dovrà essere inviata via e-mail entro il 7 luglio 2010 all’indirizzo interno5.workshop@libero.it

Il costo del workshop comprensivo di alloggio+colazione e pranzo o cena a scelta per l’intero periodo è di €600


Per ulteriori informazioni:
Adele Gallo 349 8773881
Vincenzo Ambrosino 328 0956258

SOTTO IL SOLE DI YORK
Organizzato da: Laboratorio con Edoardo Ribatto
Dove e quando: 21,22,23 giugno MILANO via Bullona, 22
Contatti
Annuncio: Una riduzione essenziale, una traduzione dʼattore per gli attori, una storia di intrigo e
potere.
In tre serate si lavorerà insieme per capire, con gli strumenti della recitazione, il
grande raggiro di Riccardo, la sua incredibile ascesa e lʼinevitabile caduta.
COSA: - Leggere un testo di teatro
- Improvvisazioni sulle scene
- Trovare lʼazione, lʼintenzione e lʼemozione
- Recitare è reagire
- Torniamo a tavolino

INFO e ISCRIZIONI: labribatto@gmail.com

Edoardo Ribatto è diplomato alla Civica Scuola
dʼArte Drammatica Paolo Grassi nel 1997. Master
Cee in Drammaturgia Contemporanea nel 2000, ha
lavorato con numerosi teatri nazionali fra i quali il
Piccolo Teatro di Milano, Il Teatro dellʼElfo, il Teatro
della Tosse, Il Franco Parenti e La Biennale di
Venezia.

Ricerca attori, attrici e collaboratori
Organizzato da: CTAS
Dove e quando: Milano, fino al 15 giugno 2010
Contatti: spettacolictas@yahoo.it
Annuncio: La compagnia teatrale CTAS  Reloaded di Milano ricerca, per inserimento nel proprio organico in vista delle nuove produzioni 2010/2011:

n° 4-5 attrici, età compresa tra i 18 e i 35 anni
n° 2-3 attori, età compresa tra i 18 e i 35 anni
n° 1 tecnico luci
n° 1 organizzatrice / promoter / addetta stampa

Per le figure artistiche (attori e tecnici) si offre pagamento repliche e rimborso spese per prove. Per la figura addetta all'ufficio, si chiede disponibilità per tutta la stagione (settembre 2010 - luglio 2011) per 8 - 12 ore settimanali sotto forma di stage (con rimborso spese da concordare). Al termine della stagione possibilità di inserimento stabile nella compagnia.

Le selezioni avverranno nel mese di luglio 2010. Per quanto concerne gli attori e le attrici, la selezione avverrà tramite uno o due weekend di laboratorio (otto ore sabato e otto ore domenica) secondo orari e modalità che verranno comunicati in seguito. Per quanto concerne le altre figure, tramite un semplice colloquio e un successivo breve periodo di prova.

Solo se seriamente interessati inviare entro il 15 giugno 2010 curriculum e foto all'indirizzo spettacolictas@yahoo.it, specificando nell'oggetto della mail per quale figura ci si propone. Date e orari di colloqui e laboratori verranno indicate alle persone preselezionate nel mese di giugno 2010.

ACIDO SOLFORICO
Organizzato da: Primo studio sullo spettacolo
Dove e quando: Festa del Teatro - Milano - Spazio MIL - 24 ottobre 2009
Contatti: macro@macromaudit.org
Annuncio: Il progetto si sviluppa a partire dall’adattamento drammaturgico del romanzo di Amelie Nothomb, Acide Sulfurique.
La prima lettura del libro è stata sufficiente per farci mettere in contatto con l’Autrice tramite la casa editrice francese Albin-Michel, Paris.

Paris.

Noi, Macrò Maudit, con un nome mezzo francese e mezzo finto ‘milanes’, intossicati da PM10, sgomberi, librerie chiuse, sullo sfondo di un vecchio naviglio senza lavandaie, di chiese sconsacrate a Dio e riconsacrate all’happy hour. Vorremmo passare del tempo a parlare di questa nostra Milano, anzi, minacciamo di dirne prima o poi, anche solo per dire che mia nonna correva bambina per poche lire a consegnare cappelli alle ‘sciure’, fendendo una nebbia spaventosa, eppure c’era solo da andare da Corso Venezia a Corso Sempione (era sempre il centro!), ma ‘gh’era la nebia’. Ah, beh. Sì, beh.

Lei, Amelie Nothomb, figlia dell’Ambasciatore del Belgio Patrick Nothomb, grazie alla cui professione la piccola Amelie nasce a Kobe e vive un’infanzia giapponese, perfetta nella cultura e nell’ordine di giardini e pensieri. Studia, cresce sana e al culmine della salute, si scopre scrittrice. I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo. Lei che parla forse dieci lingue e poteva scriversi tutti i romanzi nei dialetti di cinque continenti. Lei donna, lei bella e giovane. E brava, brava.

Siamo così lontani che dovevamo per forza incontrarci. Il romanzo ci ha dato una mano.
Amelie ha scritto una storia che da tempo ci dicevamo: vedrai che prima o poi succede.
Lei la storia l’aveva già pensata e scritta e venduta in tutto il pianeta, ma noi stiamo vicino al Naviglio, mica a Bruxelles dove lei risiede, e non lo sapevamo. Poi l’abbiamo letta, la storia. Va bene, Amelie, ci hai preceduti, ma lasciaci dare una forma umana a qualcuno dei tuoi immensi personaggi. La domanda gliel’abbiamo mandata via email, scrivendo a Madame Rosa, la sua referente alla casa editrice. Rosa ci dice che Amelie non usa il computer e che possiamo scrivere a lei, lei Rosa, che poi stampa la mail e la manda ad Amelie via fax, nella baita di montagna dove sta scrivendo il prossimo romanzo.
Come prima cosa io, che sono quella che scrive, ho detto: Amelie sta vivendo la mia vita, che me la ridia subito, cominciando dalla baita in montagna.
Lei non usa il pc. Scrive a mano. E io sono qui che batto questi tasti duri da ore.
Va bene, mandiamo la mail, che diventa un fax, che diventa un plico medievale. E così riceviamo l’autorizzazione ufficiale dell’Autrice e della SIAE francese per l’utilizzo dei diritti e l’adattamento teatrale.
Incontriamo anche il Console del Belgio in Italia. Ha appena traslocato nei nuovi uffici di Corso Magenta (a Milano siamo pieni di Corsi). Ci sorride, dice che il teatro è divertente ma invadente e ci fa dono del Patrocinio del Consolato, con logo oro e nero che salviamo nella chiavetta USB.

Lei, Amelie, scrive di uno sconvolgente reality show creato per intrattenere un pubblico annoiato ed assuefatto.
Un format completamente diverso e veramente mai visto prima.
Un successo planetario, con uno share del 100%.
Protagonisti uomini e donne qualsiasi, rastrellati per strada e destinati all’eliminazione.
Lo spettatore interagisce, con un click del telecomando, e uccide col televoto.
Amelie, a Bruxelles o a Parigi o a Kobe, ha scritto quell’ incubo televisivo che qui sul Naviglio ci dicevamo: vedrai che prima o poi succede.